Violenza omofoba da Napoli a Varese

Nuovi casi di omofobia ieri in Italia. Il primo caso a Varese, dove fortunatamente gli autori si sono fermati alla violenza verbale; il secondo a Napoli, dove un uomo è stato aggredito mentre aspettava l’autobus.

Nuovi casi di omofobia ieri in Italia. Il primo caso a Varese, dove fortunatamente gli autori si sono fermati alla violenza verbale; il secondo a Napoli, dove un uomo è stato aggredito mentre aspettava l’autobus.

“Eravamo seduti su una panchina, abbracciati” raccontano i giovani varesini, che si trovavano in centro città, “Alcuni ragazzi ci hanno chiesto se non ci vergognavamo ad abbracciarci in pubblico, che facevamo schifo perché eravamo contro natura“. I due, seppur rispondendo a tono, hanno poi deciso di allontanarsi per evitare che la situazione si scaldasse troppo.

L’uomo di 50 anni aggredito da tre uomini a Napoli, invece, stava aspettando l’autobus vicino a piazza Bellini. Era la notte tra il 30 e il 31 agosto, ore 4. La vittima si è poi recata in Questura.

Quest’anno Arcigay Varese ha dichiarato di aver ricevuto una decina di segnalazioni di casi di omofobia dall’inizio di quest’anno. Quelle che più preoccupano sono le aggressioni subite in famiglia, dovute a genitori che spesso non vogliono in alcun modo accettare la sessualità dei figli.

Arcigay Napoli e l’Associazione Trans Napoli, invece, hanno dichiarato che “la vicenda di Domingo è solo l’ultimo gravissimo episodio di intolleranza omofobica registrato a Napoli e soprattutto ancora una volta a piazza Bellini, luogo di riferimento e identitario per la comunità lgbt”. Infatti le aggressioni che sono state denunciate nel corso di questi anni sono numerosissime, anche se ancora oggi in molti non hanno il coraggio di rivolgersi alla giustizia.

Anche in Toscana i sindaci non sposano

Avevamo parlato del rifiuto da parte di Giacomo Chiappori di registrare le unioni civili nel proprio paese, Diano Marina (Liguria). Si uniscono a lui Marco Buselli e Sandro Ceccarelli, sindaci rispettivamente di Volterra e Guardistallo. Una questione di coscienza, secondo Ceccarelli. Ma i conterranei non sono d’accordo.

 

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Marco Buselli

TOSCANA – Avevamo parlato del rifiuto da parte di Giacomo Chiappori di registrare le unioni civili nel proprio paese, Diano Marina (Liguria). Si uniscono a lui Marco Buselli e Sandro Ceccarelli, sindaci rispettivamente di Volterra e Guardistallo. Una questione di coscienza, secondo Ceccarelli. Ma i conterranei non sono d’accordo.

Il collega di Pomarance Loris Martignoni, infatti, aveva già da quattro anni istituito il registro delle unioni civili: “Sono un cattolico praticante” ha affermato il primo cittadino “ma la mia sfera privata ed intima non deve intaccare il ruolo laico di sindaco”.

“Non si può obiettare di fronte ad una legge sulle unioni civili” insiste il sindaco di Casale Fabrizio Burchianti “non si tratta della legge sull’aborto, in cui la normativa prevede l’obiezione di coscienza per i medici”. D’accordo con lui la collega di Santa Lucia Giamila Carli e il sindaco di Riparbella Renzo Fantini.

 

(In foto: Sandro Ceccarelli)

Washington DC e i “Gay contro le Armi”

L’hanno chiamato “die-in”, un sit-in in cui le persone “muoiono” sul luogo, invece di sedersi: è la manifestazione di protesta dei “Gay contro le Armi” svoltasi sabato davanti al Lincoln Memorial.

WASHINGTON, D. C. – L’hanno chiamato die-in, un sit-in in cui le persone “muoiono” sul luogo, invece di sedersi: è la manifestazione di protesta svoltasi sabato davanti al Lincoln Memorial. Il gruppo di manifestanti, i Gays against Guns (“Gay contro le Armi”), si è poi spostato verso la sede della National Rifle Association (l’organizzazione che difende i diritti dei detentori di armi da fuoco in America).

Gays against Guns, nata in seguito alla strage di Orlando, si pone come obiettivo quello di “vietare la vendita a civili delle armi da assalto e di regolare in maniera adeguata la vendita di armi”. Altri die-in si sono svolti davanti agli uffici newyorkesi di BlackRock (la più grande società di investimento del mondo, che ha azioni Smith & Wesson e Sturm Ruger), al NYC Pride e davanti a un negozio CrossFit, azienda che ha premiato i vincitori dei CrossFit Games con delle Glock.

Dalla Liguria la maggior parte di richieste di aiuto LGBT

È dalla Liguria che provengono la maggior parte delle richieste di aiuto LGBT. Questi sono i dati forniti da Arcigay Bologna, che ha istituito un telefono amico contro transfobia ed omofobia; informazioni che preoccupano Marco Antei, presidente di Arcigay Imperia, presente giorno 27 alla prima unione civile pubblica di Sanremo.

SANREMO – È dalla Liguria che provengono la maggior parte delle richieste di aiuto LGBT. Questi sono i dati forniti da Arcigay Bologna, che ha istituito un telefono amico contro transfobia ed omofobia; informazioni che preoccupano Marco Antei, presidente di Arcigay Imperia, presente giorno 27 alla prima unione civile pubblica di Sanremo.

In tutta la regione si stima le persone LGBT siano circa venticinquemila. Di progressi da fare ce ne sono ancora tanti: “Il primo è il matrimonio ugualitario, che porti ad un’uguaglianza totale”, continua Antei, “l’unione civile, ad esempio, è un passo che arriva con ventisette anni di ritardo in Italia, rispetto alla Danimarca”.

“Bisogna, quindi, regolare assolutamente la stepchild adoption, che è stata tagliata fuori dall’unione civile, e bisogna varare una legge contro l’omofobia, che si trova in stallo al Senato dall’inizio della legislatura”.

Oggi la prima unione civile a Catania

Arriverà oggi il primo “sì” a Catania. L’unione civile di Laura e Rosalba sarà registrata dal sindaco Enzo Bianco. Ma da alcuni rappresentanti di Arcigay è stata espressa un po’ di amarezza.

CATANIA – Arriverà oggi il primo “sì” a Catania. Le due donne – la cui unione sarà registrata dal sindaco Enzo Bianco a Castello Ursino – si erano già iscritte nel registro apposito, istituito dal Consiglio Comunale con l’importante collaborazione dell’Arcigay.

Ma un po’ di amarezza c’è: l’Arcigay di Catania ha tenuto a precisare l’apparente ingratitudine delle due ragazze che, nella dichiarazione rilasciata giorno 26 agosto al quotidiano locale, non sembrano aver speso una parola di ringraziamento nei confronti della dura lotta portata avanti dall’associazione nel corso degli anni.

Nonostante tutto, i rappresentanti di Arcigay intendono presenziare all’unione, ed hanno affermato di voler “gioire per Laura e Rosalba ma anche per noi stessi, per la soddisfazione del nostro lavoro e dire grazie ancora una volta al Sindaco che molto ha fatto in tal senso.”

Giacomo Chiappori, il sindaco contro le unioni civili

Si tratta del sindaco di Diano Marina, un comune in provincia di Imperia; Giacomo Chiappori, ex deputato leghista eletto a giugno di quest’anno, questi omosessuali non vuole proprio sposarli.

Giacomo_Chiappori.jpgDIANO MARINA (IM) – Si tratta del sindaco di Diano Marina, un comune in provincia di Imperia; Giacomo Chiappori, ex deputato leghista eletto a giugno di quest’anno, questi omosessuali non vuole proprio sposarli.

Ma la legge, appunto, è legge (e, in questo caso, non esiste “obiezione di coscienza”): non potendo sottrarsi a questo compito, Chiappori ha affermato che esso sarà delegato all’ufficiale di Stato civile. Di fatto, il sindaco è stato molto chiaro sulla sua opinione: «Non è un matrimonio: quindi vieterò il lancio del riso, i fiori e la marcia nuziale. Si tratta di mettere due firme e via, in pratica come quando si divorzia». Insomma, un documento come tanti altri.

E non è finita qui: il leghista ha inoltre aggiunto di essere assolutamente contrario alle adozioni (“mercificazione della donna”, citando le sue parole sul caso Vendola), insinuando poi che la lotta della comunità LGBT perché venissero introdotte le unioni civili omosessuali anche in Italia sarebbe stata portata avanti soltanto per ottenere l’assegno di reversibilità dello stipendio.

Dibattito “La tutela dei diritti LGBT a Genova” per la Festa dell’Unità

“La tutela dei diritti LGBT: Sei anni di Sportello Legale Arcigay” è il nome del dibattito che si terrà domani sera in occasione della Festa dell’Unità. Parteciperanno il presidente di ArciGay Genova Claudio Tosi e il responsabile dello Sportello Legale, l’avv. Damiano Fiorato.

sportello-legale-212x300“La tutela dei diritti LGBT: Sei anni di Sportello Legale Arcigay” è il nome del dibattito che si terrà domani sera in occasione della Festa dell’Unità. Parteciperanno il presidente di ArciGay Genova Claudio Tosi e il responsabile dello Sportello Legale, l’avv. Damiano Fiorato.

Ore 18, spazio dibattiti dei Giovani Democratici: è qui che domani si tratterà dei risultati raggiunti dallo Sportello Legale genovese, che da sei anni offre un valido servizio di consulenza gratuita a tutti i membri della comunità LGBT. E, lavorando insieme al Servizio Migranti LGBT, ha garantito una risorsa in grado di risolvere e comprendere al meglio i problemi legati alla vita quotidiana delle persone LGBT, anche quando esse provengono da una condizione sociale ulteriormente disagiata.

Com’è stato inoltre scritto sul sito ufficiale di Arcigay Genova, per il futuro si prevede un lavoro ancora più intenso, legato all’approvazione della Legge 76/2016 sulle Unioni Civili, c.d. Legge Cirinnà.